﻿{"id":535,"date":"2017-05-08T13:38:39","date_gmt":"2017-05-08T11:38:39","guid":{"rendered":"https:\/\/rapponuroma.esteri.it\/news\/dalla_rappresentanza\/2017\/05\/wfp-fame-in-patria-uguale-migrazioni\/"},"modified":"2017-05-08T13:38:39","modified_gmt":"2017-05-08T11:38:39","slug":"wfp-fame-in-patria-uguale-migrazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rapponuroma.esteri.it\/en\/news\/dalla_rappresentanza\/2017\/05\/wfp-fame-in-patria-uguale-migrazioni\/","title":{"rendered":"WFP: fame in patria uguale migrazioni; nuovo studio conferma timori, chiede investimenti"},"content":{"rendered":"<p>Fame in patria uguale migrazioni. Lo conferma uno studio del Word Food Programme pubblicato oggi mentre il mondo fa fronte a quattro potenziali carestie che colpiscono contemporaneamente per la prima volta nella storia moderna. In un momento in cui un numero record di persone \u2013 65,3 milioni nel 2015 \u2013 sono costrette a fuggire dalle proprie case, un nuovo studio del WFP mostra con chiarezza come alti livelli di insicurezza alimentare causino un numero maggiore di migrazioni transfrontaliere.<\/p>\n<p>Il rapporto \u201cAt the Root of Exodus: Food security, conflict and international migration\u201d spiega come, ogni punto percentuale di aumento nell\u2019insicurezza alimentare in una popolazione produca l\u20191,9 per cento di aumento nel numero di migranti. Inoltre, ogni ulteriore anno di conflitto in un paese provoca un aumento dello 0,4 per cento di persone in fuga. Un paese con alti livelli di insicurezza alimentare e conflitti vedr\u00e0 migrazioni pi\u00f9 massicce, o un numero maggiore di persone che abbandonano le proprie case. Da un\u2019altra agenzia all\u2019Onu con base a Roma, la FAO, e\u2019 arrivato il benvenuto a \u201cun contributo importante al dibattito e all\u2019analisi delle cause strutturali delle migrazioni\u201d, ha detto l\u2019Assistente direttore generale Kostas Stamoulis.<\/p>\n<p>Il WFP ha anche scoperto che l\u2019insicurezza alimentare \u00e8 una causa significativa per l\u2019incidenza, e l\u2019intensit\u00e0, dei conflitti armati. Una volta che il viaggio di un migrante ha avuto inizio, la mancanza di impiego insieme a poco o nessun accesso al cibo o ad altra assistenza umanitaria \u00e8 un fattore di spinta significativo che induce a continuare a migrare. Inoltre, nel tentativo delle persone di ridurre la propria insicurezza alimentare attraverso la migrazione, la migrazione stessa pu\u00f2 causare insicurezza alimentare, se si considerano i costi e le condizioni spesso precarie in cui questi viaggi si svolgono.<br \/>\u201cAl WFP stiamo facendo tutto il possibile per prenderci cura dei rifugiati affamati o che rischiano la vita per la fame, in tutto il mondo\u201d, ha detto David Beasley, Direttore Esecutivo del WFP. \u201cSe si comprendono le dinamiche che spingono le persone a migrare, si pu\u00f2 affrontare meglio ci\u00f2 che \u00e8 al cuore delle migrazioni forzate e quello che dobbiamo fare per interrompere le sofferenze\u201d, ha spiegato Beasley.<\/p>\n<p>Il rapporto raccomanda investimenti della comunit\u00e0 internazionale nella sicurezza alimentare e nei mezzi di sostentamento nei paesi di provenienza dei migranti o in quelli vicini. E\u2019 la prima volta che viene fatto uno studio sul ruolo che la sicurezza alimentare e altri fattori rivestono nello spingere le persone a migrare e attraversare le frontiere.<\/p>\n<p>\u201cPer sopravvivere abbiamo dovuto mangiare delle foglie. I miei figli rimanevano svegli tutta la notte a piangere per la fame,\u201d ha raccontato al WFP una donna fuggita dalla Siria con la sua famiglia per raggiungere la Giordania. Un uomo di Deir Ezzor ha parlato delle sofferenze a cui ha dovuto assistere in Siria: \u201cHanno fatto soffrire le persone di fame, hanno rubato ci\u00f2 che producevamo, hanno chiuso le scuole e hanno impedito di lavorare.\u201d<\/p>\n<p>Il rapporto sottolinea come spesso chi \u00e8 sfollato non vuole lasciare la propria casa e cerchi di rimanere il pi\u00f9 vicino possibile al proprio paese d\u2019origine. Quasi otto famiglie rifugiate siriane su dieci, tra quelle intervistate, sono state sfollate almeno una volta, il 65 per cento due o pi\u00f9 volte. Quasi tutti i siriani coinvolti nello studio hanno manifestato un forte desiderio di tornare in Siria nel caso in cui la situazione si stabilizzasse e la sicurezza fosse garantita.<\/p>\n<p>La pubblicazione del rapporto avviene in un momento in cui le diverse e prolungate crisi e un periodo di cambiamenti politici stanno mettendo a dura prova il livello dell\u2019assistenza internazionale umanitaria e alimentare fornita ai rifugiati e alle persone che sono state sfollate con la forza.<\/p>\n<p>Nel 2016, il WFP ha fornito sostegno a 6,9 milioni di rifugiati in 32 paesi attraverso assistenza alimentare e trasferimenti di denaro. Il WFP sta lavorando per prevenire e curare la malnutrizione fornendo cibo nutritivo specializzato ai bambini rifugiati. Nelle aree in cui il cibo \u00e8 disponibile e i mercati funzionano, il WFP opera sempre pi\u00f9 assicurando ai rifugiati trasferimenti di denaro, dando alle persone la possibilit\u00e0 di acquistare il cibo di cui hanno bisogno e stimolando allo stesso tempo l\u2019economia locale. Nella sua pi\u00f9 grande operazione per i rifugiati, il WFP sostiene quasi 2,2 milioni di rifugiati siriani tra i pi\u00f9 vulnerabili in Libano, Giordania, Turchia, Egitto e Iraq. Il WFP necessita di 600 milioni di dollari per continuare a fornire assistenza a quasi sette milioni di rifugiati nel periodo compreso tra aprile e settembre 2017.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Fame in patria uguale migrazioni. Lo conferma uno studio del Word Food Programme pubblicato oggi mentre il mondo fa fronte a quattro potenziali carestie che colpiscono contemporaneamente per la prima volta nella storia moderna. 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