﻿{"id":561,"date":"2016-10-14T12:15:45","date_gmt":"2016-10-14T10:15:45","guid":{"rendered":"https:\/\/rapponuroma.esteri.it\/news\/dalla_rappresentanza\/2016\/10\/giornata-mondiale-dell-alimentazione\/"},"modified":"2016-10-14T12:15:45","modified_gmt":"2016-10-14T10:15:45","slug":"giornata-mondiale-dell-alimentazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rapponuroma.esteri.it\/en\/news\/dalla_rappresentanza\/2016\/10\/giornata-mondiale-dell-alimentazione\/","title":{"rendered":"Giornata Mondiale dell&#8217;Alimentazione 2016: focus su cambiamento climatico e agricoltura sostenibile"},"content":{"rendered":"<p>Data: venerd\u00ec 14 ottobre 2016<br \/>Luogo: FAO<br \/>Cerimonia della Giornata Mondiale dell&#8217;Alimentazione<\/p>\n<p>&#8220;Il clima sta cambiando. L&#8217; alimentazione e l&#8217; agricoltura anche&#8221; \u00e8 il tema della Giornata mondiale dell&#8217;alimentazione 2016. La giornata &#8211; che quest&#8217;anno cade di domenica, 16 ottobre &#8211; sar\u00e0 celebrata con eventi e cerimonie in oltre 150 paesi, elemento che la rende uno degli eventi maggiormente celebrati nel calendario delle Nazioni Unite.<br \/>Diversi eventi a Roma avranno al centro i legami critici tra il cambiamento climatico del nostro pianeta, la sicurezza alimentare dell&#8217;umanit\u00e0, e il futuro dello sviluppo sostenibile.<\/p>\n<p>Relatori:<br \/>Matteo Renzi, Presidente del Consiglio, Italia<br \/>Principessa Lalla Hasnaa del Marocco<br \/>Jos\u00e9 Graziano da Silva, Direttore Generale della FAO<br \/>Macharia Kamau, Inviato Speciale dell\u2019ONU per El Ni\u00f1o e il clima<br \/>Kanayo Nwanze, Presidente del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD)<br \/>Ertharin Cousin, Direttrice Esecutiva del Programma Alimentare Mondiale, (WFP)<br \/>Monsignor Fernando Chica Arellano ha puonunciato un messaggio speciale sulla sicurezza alimentare di Sua Santit\u00e0, Papa Francesco.<br \/>Segue una trascrizione del discorso pronunciato dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi.<br \/>Si nota che fa fede solo il testo effettivamente pronunciato.<\/p>\n<p>Signor Direttore Generale della FAO<br \/>Sua Altezza Reale,<br \/>Autorit\u00e0 tutte,<br \/>Signore e signori Sindaci,<br \/>\u00e8 davvero un piacere per il governo italiano portare il proprio contributo in questa giornata. \u201c\u00c8 tempo di azione\u201d, avete scritto. \u00c8 tempo di mettersi in moto. \u00c8 tempo di lavorare tutti insieme per una battaglia di civilt\u00e0. Dico a Lei, signor Direttore Generale, che il nostro Paese \u00e8 quanto mai fiero e orgoglioso di ospitare qua a Roma la FAO. \u00c8 un elemento di orgoglio nazionale, non soltanto di organizzazione burocratica. Non \u00e8 un problema di ospitare degli uffici. \u00c8 una questione di ospitare degli ideali, di viverli, di tenerli nel cuore di ciascuno di noi.<br \/>A Sua Altezza Reale il mio grazie per l\u2019impegno che il Marocco sta mettendo per l\u2019organizzazione di COP22 a Marrakech, i prossimi 14 e 15 novembre. L\u2019Italia sar\u00e0 rappresentata con tutto l\u2019impegno necessario. Stiamo lavorando perch\u00e9 possa essere ratificato l\u2019accordo di Parigi in Parlamento prima di Marrakech o nei giorni immediatamente seguenti. E siamo convinti che il vertice in Marocco sar\u00e0 un\u2019occasione importante. Guai a pensare, infatti, dopo l\u2019accordo di Parigi, di essere arrivati. \u00c8 stato giusto evidenziare e valorizzare il traguardo raggiunto. Io stesso vi ho personalmente apposto la mia firma, su richiesta del Segretario Generale Ban Ki-Moon, nel mese di aprile a New York, dopo il risultato positivo di Parigi a dicembre dello scorso anno. Ma Marrakech ci dice che dobbiamo fare di pi\u00f9. Rimettersi in moto.<br \/>Saluto i signori Sindaci, iniziando dal sindaco di Roma, Virginia Raggi, e tutti i sindaci che oggi si riuniscono e che, in questa meravigliosa citt\u00e0, avranno poi la possibilit\u00e0 di confrontarsi sui temi della lotta alla fame e alla povert\u00e0. Sindaci di citt\u00e0 straordinarie. Penso a Luanda, penso a Cordova. Penso a Torino, polo importante delle Nazioni Unite. Penso al sindaco di Zagabria, al sindaco di Valencia, cui la mia comunit\u00e0 territoriale \u00e8 legata da un rapporto di gemellaggio che dura da anni. I sindaci sono i \u201cprimi cittadini\u201d, diciamo in Italia. Ma sono anche gli ultimi cittadini, quelli che devono farsi carico delle esigenze di tutti. E da questo punto di vista, colleghi sindaci, nella mia precedente veste, avendo fatto il sindaco mi ritengo sempre sindaco, anche se cos\u00ec non \u00e8, auguro a tutte e tutti voi di portare sul territorio, di far planare sul territorio, le grandi tematiche internazionali che in questa sede vengono portate.<br \/>Un saluto speciale al rappresentante della Santa Sede. Papa Francesco ci ha ricordato, anche da qui, la straordinaria importanza e lo straordinario rilievo di questo tema per le nostre coscienze, ma anche per la nostra dignit\u00e0 di esseri umani. E permettetemi, prima di entrare nel merito, un saluto particolare agli ambasciatori. Agli ambasciatori dei Paesi presso la FAO, ma anche agli ambasciatori della FAO nel mondo, a cominciare dal mio amico Carlin Petrini, instancabile promulgatore del messaggio che questo tema \u00e8 Politico, con la P maiuscola. E questo \u00e8 il punto sul quale vorrei brevemente intrattenervi. Questo tema \u00e8 Politico. Non \u00e8 un tema da addetti ai lavori. Non \u00e8 un tema da esperti del disagio. Non \u00e8 un tema da Paesi in via di sviluppo. L\u2019Italia ritiene che il tema della lotta alla fame e alla povert\u00e0, della lotta per la sicurezza alimentare, della lotta per la qualit\u00e0 della vita sia, in questa stagione della storia, in questo tornante della storia che stiamo vivendo (\u201ctornante della storia\u201d era un\u2019espressione di un grande sindaco, il sindaco La Pira), una questione Politica con la P maiuscola.<br \/>Ecco perch\u00e9 il nostro Paese, caro Direttore, il prossimo anno ospiter\u00e0 tre momenti di indubbio rilievo. A Roma, l\u2019appuntamento dei 27 Paesi che hanno voglia di costruire un\u2019Unione europea basata sul futuro, il 25 marzo, nel ricordo dei 60 anni dalla firma dei Trattati di Roma. A maggio il G7, a Taormina, di cui abbiamo parlato e su cui ci siamo confrontati, e su cui abbiamo detto che dovremo porre grande attenzione, per fare del G7 non soltanto un appuntamento sulle contingenze geopolitiche, ma un grande momento di respiro, che possa affrontare i temi, di cui oggi discutete, come temi prioritari. Anche questo significa essere Italiani. Cambiare l\u2019ordine del giorno di alcuni lavori dei vertici internazionali per mettere al centro questi temi. E poi il 2017 sar\u00e0 l\u2019anno in cui l\u2019Italia servir\u00e0 come rappresentante nel Consiglio di Sicurezza. In particolare, a novembre presiederemo il Consiglio di Sicurezza stesso. Permettetemi, su questo, di rivolgere un saluto, grato, al Segretario Generale Ban Ki-Moon per il lavoro che ha svolto in questi anni, in particolar modo nella sottolineatura degli Obiettivi del Millennio. Io appartengo a una generazione che ha iniziato a far politica perch\u00e9 c\u2019erano gli Obiettivi del Millennio, quelli del 2000. E un saluto particolare al nuovo Segretario Generale, neoeletto, Antonio Guterres, grande amico del nostro Paese, grande personaggio politico e grande personalit\u00e0 dell\u2019Europa capace di avere un\u2019anima. Antonio \u00e8 stato un grande primo ministro, \u00e8 stato uno straordinario difensore dei diritti a favore dei rifugiati nella grande famiglia dell\u2019ONU e sar\u00e0, ne sono certo, uno straordinario Segretario Generale per i prossimi anni.<br \/>Vengo ai punti rapidissimi su cui vorrei intrattenervi per evidenziare come la questione sia politica. C\u2019\u00e8 un tema di qualit\u00e0. Di qualit\u00e0 del cibo. Ma la prima qualit\u00e0 \u00e8 quella delle relazioni umane. \u00c8 impensabile che, a fronte di un miglioramento evidente della lotta contro la povert\u00e0 e contro la fame, miglioramento che ha portato un miliardo di persone a uscire dalla condizione di povert\u00e0 in questi anni, perch\u00e9 il progresso \u00e8 positivo, dobbiamo smetterla con quelli che dicono che va sempre tutto male, il progresso sta andando nella giusta direzione, ci sta andando troppo piano, ma ci sta andando, a fronte di questo percorso, dicevamo, noi abbiamo il problema di riuscire a garantire la qualit\u00e0 per tutti. Un ragazzino, oggi, in un qualsiasi sperduto villaggio dell\u2019Africa o del sudest asiatico, ha diritto attraverso uno smartphone, alle stesse informazioni cui ha diritto un ragazzino di una periferia urbana delle grandi metropoli mondiali; non \u00e8 pensabile che quel ragazzino, che ha il diritto all\u2019informazione e alla conoscenza non abbia lo stesso diritto all\u2019alimentazione, alla qualit\u00e0. \u00c8 un tema Politico, con la P maiuscola. E da questo punto di vista, il compito della comunit\u00e0 internazionale deve essere quello di gettare un fascio di luce su questa straordinaria e stridente ingiustizia, su questa straordinaria e stridente diseguaglianza. \u00c8 un fatto culturale, naturalmente. E in questo fatto culturale sta la grande prospettiva politica dei prossimi anni, dove dobbiamo far capire che \u201ctornare alla terra\u201d non \u00e8 un\u2019espressione negativa, come \u00e8 stata per 20 anni di dibattito politico, almeno nel nostro Paese, ma pi\u00f9 in generale in molti Paesi occidentali. Da noi si diceva \u201ctornare alla terra\u201d, ossia \u201cvattene, tornatene a zappare\u201d, come un insulto. Non comprendendo che la terra \u00e8 il punto di ripartenza di tutto.<br \/>Marted\u00ec prossimo l\u2019Italia sar\u00e0 ospite degli Stati Uniti d\u2019America del Presidente Obama e di sua moglie, la First Lady, alla Casa Bianca. Il Presidente Obama ha scelto di dedicare l\u2019ultima visita di Stato all\u2019Italia. \u00c8 segno di un rapporto di amicizia tra i nostri Paesi che, parole del Presidente Obama, \u201cnon \u00e8 mai stato cos\u00ec forte\u201d. Ma una delle novit\u00e0 che troveremo alla Casa Bianca, lo sa bene Carlin, \u00e8 l\u2019orto. Simbolo, oltre che cosa concreta, di un messaggio: che persino nel luogo della massima potenza al mondo c\u2019\u00e8 bisogno di tornare alla terra e ai valori che essa produce, e non soltanto ai prodotti che essa produce. Ovviamente questo, per il governo italiano, per qualsiasi governo e per il governo italiano in particolare, ha bisogno di alcune declinazioni concrete, non voglio fare un discorso teorico. Guardo i rappresentanti dell\u2019Arma dei Carabinieri. Quando noi parliamo di qualit\u00e0, parliamo della necessit\u00e0 di affrontare la questione della sicurezza agroalimentare nei nostri Paesi in modo ancora pi\u00f9 forte del pur significativo lavoro fatto sino a oggi. E, lo dico ai nostri connazionali, il fatto che nella logica della revisione della spesa, l\u2019Italia abbia integrato un corpo di polizia in un altro, perch\u00e9 il corpo della Guardia Forestale, dal 1\u00b0 gennaio 2017 entrer\u00e0 a far parte dell\u2019Arma dei Carabinieri, riducendo dunque anche l\u2019organizzazione ahim\u00e8 troppo spesso ridondante del nostro Paese, significa che vogliamo investire di pi\u00f9 nel fare il corpo di Polizia agroalimentare pi\u00f9 forte del mondo.<br \/>C\u2019\u00e8 un secondo punto su cui il nostro governo sta lavorando, e dobbiamo lavorare di pi\u00f9 con voi, amici della FAO: la lotta contro lo spreco alimentare. Con un sostegno credo unanime, guardo il ministro Martina, che \u00e8 stato assieme alla deputata Gadda, primo promotore di questa legge, abbiamo approvato la legge contro lo spreco alimentare. \u00c8 un grande passo in avanti per l\u2019Italia. Ha preso spunto da un modello, quello francese, ma lo ha modificato. Noi puntiamo molto di pi\u00f9 sulla collaborazione che non sulla punizione. E abbiamo un obiettivo numerico. Oggi recuperiamo 500.000 tonnellate di cibo l\u2019anno. Possiamo arrivare, a partire dal 2017, a recuperare un milione di tonnellate di cibo l\u2019anno. Vengo da una cultura contadina e ne sono orgoglioso, ne sono fiero. Talvolta i politici fanno a gara a cercare i propri quarti di nobilt\u00e0. Il mio quarto di nobilt\u00e0 \u00e8 mio nonno, che faceva il sensale nelle terre del Valdarno fiorentino, vicino alla citt\u00e0 di Firenze. E quella cultura contadina ha segnato la mia esperienza. \u00c8 quella del sabato con il pranzo tutti insieme, intorno a una tavolata, dove si sente il rumore dell\u2019arrosto, dove i nipoti fanno a gara a chi sale pi\u00f9 in alto sull\u2019albero delle ciliegie. E dove il cibo \u00e8 elemento di comunit\u00e0. Non \u00e8 soltanto un fatto di mangiare, ma un fatto di condividere. Non voglio buttarla in politica ma persino l\u2019espressione \u201ccompagno\u201d viene dalla condivisione del pane, dalla condivisione dell\u2019essenziale: cum pi\u00f9 panis. E qualcosa anche il logo della FAO indica e ricorda.<br \/>Dunque il bisogno di recuperare da quella cultura, che cosa? Il rifiuto della cultura dello spreco. Essere a favore di una legge contro lo spreco alimentare in Italia, in Europa e nel mondo significa dire che noi porteremo, caro Direttore, nei temi del 2017 sullo scenario internazionale l\u2019idea che non si pu\u00f2 accettare la cultura dello spreco, oggi, qui, in un mondo nel quale si rischia di diventare tutti numerini e di perdere l\u2019idea stessa di cittadinanza. Questo \u00e8 il contributo che l\u2019Italia apporter\u00e0 nella costruzione di un\u2019Europa che abbia un\u2019anima, nella costruzione di un G7 che sia ancorato ai valori e non soltanto alle contingenze geopolitiche, e all\u2019interno del palazzo di vetro, nel novembre 2017.<br \/>Questi sono i nostri valori. E lo diciamo qui che essere contro la cultura dello spreco significa essere contro una cultura, lasciatemelo dire a nome del governo italiano, che vorrebbe considerare gli ultimi semplicemente dei rifiuti. Lo dico qui, nella sede della FAO: l\u2019Europa ha la necessit\u00e0 di cambiare approccio su tutti i temi legati alla lotta contro la cultura dello spreco. A partire dalla battaglia sacrosanta e doverosa che noi stiamo facendo, purtroppo troppo spesso in scarsa compagnia, compagnia di qualit\u00e0 ma non numerosa, sui temi dell\u2019immigrazione. In questa stagione della vita vediamo prevalere di nuovo gli egoismi nazionali. L\u2019Europa \u00e8 nata per abbattere i muri, non per tirarli su, non per costruirli. E c\u2019\u00e8 tanto di quella cultura che anima la cultura dello spreco nel non voler guardare in faccia i problemi, le persone, le donne e gli uomini che tutti i giorni rischiano di morire affogati. Anche per questo, caro Direttore, non vado fuori tema quando dico che quel barcone, che abbiamo voluto recuperare per dare sepoltura alle persone morte nel Mediterraneo nell\u2019aprile del 2015, da noi recuperato a diversi metri di profondit\u00e0, proporr\u00f2 di metterlo davanti alla sede delle istituzioni europee. Abbiamo speso molti soldi, come europei, per fare una nuova sede, bellissima, mi piacerebbe che davanti a quella sede ci fosse il relitto, che ricorda a noi che cosa dobbiamo essere e come dobbiamo combattere una cultura egoista e che vorrebbe mettere al centro soltanto l\u2019interesse e non l\u2019ideale.<br \/>Vi \u00e8 poi un terzo elemento, e vado rapidamente a concludere. Ogni governo che vuole intervenire su questi temi deve avere la forza di utilizzare anche elementi concreti. Altrimenti sono solo chiacchiere. Preparando l\u2019Expo dello scorso anno, Expo che ha avuto una straordinaria efficacia, per tornare su questi argomenti guardo Carlin, perch\u00e9 Carlin era uno di quelli pi\u00f9 perplessi, prima, durante e dopo, anche nell\u2019approccio che abbiamo avuto sui temi dell\u2019Expo, ma quanto \u00e8 stato utile che l\u2019Expo abbia posto al centro dell\u2019agenda internazionale questo argomento? Certo, con tutte le valutazioni che si possono fare. Ma nella preparazione degli eventi dell\u2019Expo, da un grande uomo che si chiama Ermanno Olmi, grande uomo di cultura, perch\u00e9 abbiamo bisogno dei maestri e degli uomini di cultura in questa stagione della nostra vita, molto bisogno dei maestri, ci siamo sentiti dire che viene prima la dignit\u00e0 di chi produce di qualsiasi forma di mercato. Il Ministro Martina \u00e8 tornato da quell\u2019incontro, ne parlammo, e abbiamo scelto insieme di ridurre il carico fiscale ai contadini e agli agricoltori del nostro Paese. Perch\u00e9 se tu credi in dei valori non devi soltanto raccontarli e fare il discorso a effetto. Devi essere coerente. Ecco perch\u00e9 in Italia nel 2016 abbiamo tolto l\u2019IRAP e l\u2019IMU agricola, ed ecco perch\u00e9 nel 2017 toglieremo l\u2019IRPEF agricola, continuando un percorso di discesa della pressione fiscale sul mondo dell\u2019agricoltura che \u00e8 cruciale, perch\u00e9 se riesci a tenere delle persone a lavorare sul territorio, non soltanto tramandi una tradizione, non soltanto assicuri la qualit\u00e0, non soltanto garantisci un prodotto, ma hai un presidio contro l\u2019abbandono e contro il dissesto idrogeologico, hai una presenza che richiama i valori di quel mondo contadino cui facevo riferimento.<br \/>Dunque, la lotta contro lo spreco, che \u00e8 innanzitutto culturale, la battaglia per la qualit\u00e0, l\u2019investimento sulle tasse. Non sarei per\u00f2 onesto fino in fondo se non citassi almeno per un attimo un ulteriore tema che deve riguardare l\u2019Italia e che \u00e8, caro Direttore, il polo di Roma delle Nazioni Unite. Il fatto che l\u2019Italia sia uno dei paesi pi\u00f9 impegnati con le Nazioni Unite, a partire dai Caschi blu, ma che sia anche uno dei paesi con pi\u00f9 sedi, come Roma e Torino, oltre ad altre realt\u00e0, ma in particolar modo Roma e Torino, in cui lavoriamo con le Nazioni Unite, ci porta a dire, lo dico a nome delle istituzioni, a chi lavora in questo luogo, a chi serve le Nazioni Unite e la FAO in questo luogo, che noi non consideriamo la vostra presenza soltanto un insediamento organizzativo. Noi vorremmo, e cercheremo di farlo, far s\u00ec che nel corso dei prossimi mesi e anni, sia sempre pi\u00f9 forte il legame tra le citt\u00e0 che ospitano presidi delle Nazioni Unite, e in particolar modo il polo di Roma, e gli ideali del nostro Paese. Pensateci un attimo: noi viviamo un tempo nel quale le Nazioni Unite sono quanto mai importanti. Alcuni di noi sono cresciuti con alcuni miti. Io, per esempio, ho sempre avuto nel mio cuore una grande personalit\u00e0 del mondo delle Nazioni Unite, Dag Hammarskj\u00f6ld. Dag Hammarskj\u00f6ld \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 grandi segretari delle Nazioni Unite, per me. \u00c8 stato un uomo che nel suo diario, edito tra l\u2019altro dalla Comunit\u00e0 di Bose, ha scritto delle parole straordinarie nel rapporto tra politica ideale e politica concreta. Andrebbero fatte leggere come corso di formazione. Si chiama \u201cTracce di cammino\u201d il diario di Dag Hammarskj\u00f6ld. Per dire che le Nazioni Unite hanno un patrimonio di ideali, talvolta messo a dura prova dalle vicende del tempo, che \u00e8 fondamentale valorizzare. Ma quello che vorrei dirvi stando qui \u00e8 che noi abbiamo necessit\u00e0 di affermare un modello diverso di ideali e di valori del nostro tempo. Quando, nella Legge di Stabilit\u00e0, un Paese scrive che per ogni euro investito in sicurezza (forze di Polizia, esercito sul territorio, presidio delle popolazioni) c\u2019\u00e8 bisogno di investire un euro in cultura, in educazione, in asili nido, in investimento sulle persone che lavorano la terra o che lavorano nei valori fondamentali dell\u2019uomo, stiamo dicendo che vogliamo un modello di sviluppo diverso. Stiamo cercando di dire quello che ha detto Ermanno Olmi. Stiamo cercando di affermare il principio per il quale il nostro tempo non \u00e8 soltanto un tempo in cui valgono i codici fiscali, ma valgono i codici ideali, pi\u00f9 che i codici fiscali. E i codici ideali e i valori sono gli elementi che portano questa presenza della FAO qui, a Roma, come una presenza che ci inorgoglisce. Dobbiamo essere all\u2019altezza della vostra presenza qua. E anche voi, amici della FAO, avete un impegnativo confronto perch\u00e9 le citt\u00e0 italiane sono quelle in cui, s\u00ec, ci sono stati problemi, difficolt\u00e0, scandali, dai tempi del Rinascimento \u00e8 sempre stato cos\u00ec, ma in questo fiorire di esperienze diverse \u00e8 nata una Cultura, con la C maiuscola, che \u00e8 quella che ci porta a dire oggi che i valori nei quali crediamo sono i valori per cui la questione alimentare e agroalimentare non \u00e8 questione solo vostra, ma questione della politica. Mi impegno davanti a voi a far s\u00ec che l\u2019Italia utilizzi il 2017 come una straordinaria opportunit\u00e0 internazionale, dal Vertice di Roma, al Vertice di Taormina, alla presidenza delle Nazioni Unite nel novembre del 2017, per fare di questo argomento l\u2019argomento di discussione e farvi da cassa di risonanza. Siamo degni della grande eredit\u00e0 di questo Paese e di questa Organizzazione.<br \/>Viva l\u2019Italia, viva la FAO.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Data: venerd\u00ec 14 ottobre 2016Luogo: FAOCerimonia della Giornata Mondiale dell&#8217;Alimentazione &#8220;Il clima sta cambiando. L&#8217; alimentazione e l&#8217; agricoltura anche&#8221; \u00e8 il tema della Giornata mondiale dell&#8217;alimentazione 2016. 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