﻿{"id":554,"date":"2016-12-12T14:11:19","date_gmt":"2016-12-12T13:11:19","guid":{"rendered":"https:\/\/rapponuroma.esteri.it\/news\/dalla_rappresentanza\/2016\/12\/mediterraneo-alimentazione-e-triplo\/"},"modified":"2016-12-12T14:11:19","modified_gmt":"2016-12-12T13:11:19","slug":"mediterraneo-alimentazione-e-triplo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/rapponuroma.esteri.it\/it\/news\/dalla_rappresentanza\/2016\/12\/mediterraneo-alimentazione-e-triplo\/","title":{"rendered":"Mediterraneo, alimentazione e \u2018triplo spreco\u2019, Fao e CIHEAM pubblicano MediTerra2016"},"content":{"rendered":"<p>Fao e Centro Internazionale di Alti Studi Agronomici Mediterranei (CIHEAM) hanno diffuso una pubblicazione approfondita su sistemi alimentari dell\u2019area del Mediterraneo e sprechi. Il testo, \u2018MediTerra 2016 \u2013 Zero Waste in the Mediterranean:Natural Resources, Food, and Knowledge\u2019 parte dal presupposto che la tradizione agricola e alimentare del Mediterraneo \u00e8 stata a lungo considerata esempio di un approccio sano al cibo, sostenuto da vivaci economie agricole, ma che pressioni demografiche ed ambientali \u2013 sommate a cambiamenti climatici e a sfide sociali ed economiche \u2013 stanno facendo sorgere dubbi sul futuro dei tanto celebrati sistemi alimentari della regione e sulle relative implicazioni per lo sviluppo sostenibile. Lo studio mette in guardia contro il \u201ctriplo spreco\u201d rappresentato dal cattivo uso delle risorse naturali, dagli sprechi alimentari e dalla lenta scomparsa dei saperi tradizionali. Questi rischi devono essere affrontati adottando una produzione agricola pi\u00f9 sostenibile e politiche pi\u00f9 forti basate su approcci multisettoriali, sostiene il libro.<br \/>\u201cIl mondo, inclusa la regione del Mediterraneo, si trova davanti a molte sfide. Forme diverse di spreco, che riguardano il cibo, le risorse naturali e la conoscenza, sono intrinseche a queste sfide e pongono un ostacolo significativo al raggiungimento della sostenibilit\u00e0\u201d scrivono il Direttore generale della FAO Jos\u00e9 Graziano da Silva e il Segretario Generale del CIHEAM Cosimo Lacirignola nell\u2019 introduzione alla pubblicazione. MediTerra osserva inoltre come lo spreco di capitale umano nella regione \u2013 soprattutto per quanto riguarda i giovani \u2013 stia ostacolando lo sviluppo. Questo determina disoccupazione, mancanza di acceso all\u2019educazione, fuga di cervelli, scomparsa delle conoscenze locali e delle tradizioni agricole. L\u2019 obiettivo, sostiene la pubblicazione, non \u00e9 solamente preservare le tradizioni agricole, quanto rinvigorirle per renderle motore dello sviluppo sostenibile e di una nutrizione migliore. La nuova edizione della pubblicazione congiunta CIHEAM-FAO MediTerra lancia uno sguardo ai sistemi agricoli e alimentari nell\u2019 intera regione del Mediterraneo, dal Nord Africa all\u2019 Europa meridionale, al Medio Oriente. Il libro contiene 17 capitoli redatti da esperti di entrambe le organizzazioni, suddivisi in tre aree principali:<br \/>Lo stato delle risorse naturali essenziali all\u2019agricoltura globale e della regione, incluso risorse marine, idriche e forestali, diversit\u00e0 genetica animale ed energia.<br \/>Aspetti diversi relativi agli sprechi e alle perdite alimentari a livello mondiale e regionale; e come i singoli paesi e comunit\u00e0 vi stanno facendo fronte.<br \/>Come le risorse umane e la conoscenza tradizionale della regione sono minacciate di scomparire e come le famiglie contadine stanno rispondendo.<br \/><strong>Sfide multiple<\/strong><br \/>MediTerra mette in evidenza diverse sfide che stanno mettendo alla prova l\u2019agricoltura e i sistemi alimentari del Mediterraneo. Come ad esempio le Limitate risorse idriche. Il Mediterraneo possiede solo il 3% delle risorse idriche mondiali e ospita oltre il 50% della popolazione mondiale affetta da scarsit\u00e0 d\u2019acqua \u2013 circa 180 milioni di persone. In varie regioni l\u2019estrazione di risorse idriche dal sottosuolo ha raggiunto il limite di sostenibilit\u00e0. In agricoltura \u2013 il maggior utilizzatore di risorse idriche \u2013 grandi quantit\u00e0 di acqua vengono perse a causa di tecniche errate o di infrastrutture obsolete. I cambiamenti climatici avranno un ulteriore impatto sulle gi\u00e0 limitate risorse idriche.<br \/>E ancora: Perdita e degradazione del suolo. La pubblicazione mette in guardia contro la \u201clenta scomparsa di terre arabili causata dall\u2019avanzare dell\u2019urbanizzazione\u201d, oltre che dall\u2019 erosione, la salinizzazione e la desertificazione \u2013 gran parte delle quali dovute a pratiche agricole non sostenibili. Alcune stime indicano che se i trend attuali di degradazione della terra continueranno, nel 2020 altri 8,3 milioni di ettari di terra arabile saranno andati persi rispetto al 1960. Perdite e sprechi alimentari. Non esistono stime accurate su perdite e sprechi alimentari nella regione complessiva del Mediterraneo ma i dati a livello di singolo paese indicano un problema serio: in Spagna vanno perse o sprecate circa 7,6 milioni di tonnellate di cibo ogni anno; in Italia 8,8 milioni, in Francia 9 milioni. In Nord Africa e Medio Oriente si registrano problemi simili, con 250 kg di cibo sprecato per famiglia ogni anno. Tali sprechi \u2013 42 km cubici all\u2019anno \u2013 rappresentano il 17% degli sprechi idrici globali legati agli sprechi alimentari. Risorse ittiche e forestali a rischio. Per millenni il mare ha rappresentato la spina dorsale dei mezzi di sussistenza e della sicurezza alimentare nell\u2019area del Mediterraneo. Oggi il 52% degli stock ittici monitorati sono sfruttati a livelli non sostenibili. In una nota simile, la superficie forestale della regione \u00e8 diminuita drammaticamente, nonostante l\u2019importante ruolo che essa gioca negli ecosistemi locali.<br \/>C\u2019e poi la \u201cfuga di cervelli\u201d in agricoltura. Gran parte delle attivit\u00e0 agricole nella regione sono di stampo familiare e riescono a rimanere competitive rispetto a regalit\u00e0 agroindustriali pi\u00f9 grandi e solide. In alcune aree della regione tuttavia comunit\u00e0 e conoscenze stanno scomparendo. Nella zona del Maghreb per esempio, l\u2019et\u00e0 media degli agricoltori supera i 50 anni, mentre la regione si confronta con tassi di disoccupazione tra i pi\u00f9 alti del mondo.<br \/><strong>Minacce condivise, soluzioni comuni<\/strong><br \/>Si arriva quindi a tracciare le strategie. Gran parte delle sfide che coinvolgono i sistemi alimentari, le risorse naturali e le conoscenze, sono comuni a tutti i paesi del Mediterraneo, sottolinea la pubblicazione. E\u2019pertanto importante condividere un\u2019agenda comune di ricerca e azione, politiche e innovazioni integrate \u2013 sia tecniche che organizzative \u2013 per affrontare \u201cil triplo spreco\u201d in maniera coordinata. In questo senso CIHEAM e FAO possono offrire un contributo: esse, infatti, offrono uno spazio unico per l\u2019interscambio di esperienze, expertiese e analisi volte a proporre risposte alle diverse sfide che la regione del Mediterraneo si trova ad affrontare. E questo, sostiene lo studio \u201cha un valore strategico per il futuro dei paesi del Mediterraneo, e il loro sviluppo sostenibile\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Fao e Centro Internazionale di Alti Studi Agronomici Mediterranei (CIHEAM) hanno diffuso una pubblicazione approfondita su sistemi alimentari dell\u2019area del Mediterraneo e sprechi. 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