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INTERVENTO DEL SOTTOSEGRETARIO DI STATO ALLE POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI ONOREVOLE GIUSEPPE CASTIGLIONE IN OCCASIONE DEL DIALOGO GLOBALE SULL’AGRICOLTURA FAMILIARE, SESSIONE SU “ASSICURARE IL LASCITO DELL’ANNO INTERNAZIONALE DELL’AGRICOLTURA FAMILIARE” (28 ottobre 2014, FAO- Roma)fa fede solo il testo effettivamente pronunciato

Signor Direttore Generale, Signor Ministro Muller, Eccellenze, Signore e Signori

Vorrei innanzitutto ringraziare la FAO per aver organizzato questo Dialogo nell’anno del lancio di questa importante iniziativa. Ringrazio inoltre tutti voi per la vostra presenza qui a Roma, oggi, così come tutti coloro che sono stati presenti ieri.


Nei mesi passati si sono succeduti numerosi eventi a livello locale, regionale e continentale dedicati al tema dell’agricoltura familiare, in tutto il mondo, e altri ancora ne seguiranno nei prossimi mesi.


Eventi che hanno coinvolto non solo governi ma anche organizzazioni internazionali, ONG, associazioni, accademici e studiosi, come avviene oggi a Roma.


Le condizioni sono quindi ormai mature per iniziare a ragionare riguardo il “lascito” di questo intenso anno di riflessione mondiale su questo tema, individuando le lezioni da seguire in futuro.


Prima di inoltrarmi nell’argomento specifico alla base del nostro incontro, lasciatemi esprimere una considerazione preliminare sull’importanza che i produttori, in particolare le piccole e medie imprese agricole a conduzione familiare, rivestono al pari dei prodotti agricoli e dei consumatori, all’interno dei sistemi alimentari.


Troppo spesso, infatti, l’attenzione mondiale è rivolta agli ultimi due, sottostimando il ruolo che i primi hanno, e che potrebbero avere, nel garantire la sicurezza alimentare delle persone, specialmente nei paesi in via di sviluppo.


Il contributo dei piccoli produttori agricoli e dell’agricoltura familiare continua a rappresentare il 70% della produzione alimentare mondiale, il che li rende un volano potenzialmente più che rilevante, anche nella lotta ai fenomeni di sotto-nutrizione e malnutrizione globali. Essi svolgono una funzione cruciale per l’accesso equo di tutte le persone a cibo sano, nutriente e sufficiente.


Si tratta inoltre di una realtà significativa non solo nei paesi in via di sviluppo. In Italia le aziende agricole a conduzione familiare rappresentano il 90% delle imprese agricole, contribuiscono al sistema delle indicazioni geografiche e in generale al successo di quel modello nutrizionale d’eccellenza rappresentato dalla Dieta Mediterranea.


Parimenti, in Europa l’agricoltura familiare continua a giocare un ruolo importante sia per quanto riguarda la produzione agricola totale che a livello socio-culturale. Basti pensare che le aziende agricole a conduzione familiare rappresentano oltre il 95% delle aziende europee.


Al di là dei dati su produzione e consumo, l’agricoltura familiare si configura oggi come un fattore fondamentale in Italia, in Europa e nel mondo per ciò che è in grado di garantire, come la tutela del territorio, la salvaguardia delle tradizioni agricole locali e lo sviluppo delle aree rurali, contribuendo anche a contenere l’urbanizzazione progressiva di queste ultime.


E’ nostro compito sostenere l’agricoltura familiare nel migliore dei modi, in virtù del “doppio beneficio” che è in grado di assicurare, ovvero in quanto realtà che garantisce una produzione alimentare efficiente, crea occupazione, riduce la distanza tra produttore e consumatore e aumenta la fiducia reciproca, rafforza l’identità locale e la promozione del territorio, facilita la trasmissione delle tradizioni agricole di generazione in generazione e tutela il territorio.


In secondo luogo, è importante investire nella “funzione sociale” che questo tipo di agricoltura è in grado di assicurare; non dobbiamo infatti commettere l’errore di pensare ad essa solo in termini di produzione o distribuzione di cibo, ma anche di beni e servizi di tipo ambientale, culturale, sociale.


Parlo della tutela delle risorse naturali, della lotta al cambiamento climatico, della conservazione della bellezza del  paesaggio, ma anche dell’inserimento socio-lavorativo di persone in difficoltà, per cui le realtà familiari sono particolarmente indicate.


Varie e molteplici sono tuttavia le sfida che oggi insidiano il binomio famiglia – agricoltura, sia in Europa che nel mondo, e che la comunità internazionale deve impegnarsi a ovviare tramite soluzioni politiche, istituzionali, educative e culturali.


Per prima cosa, dobbiamo tutelare l’agricoltura familiare in un contesto in cui il settore agricolo si vede sottoposto all’aumento di domanda, connesso all’incremento demografico, e all’aumento.


Penso, ad esempio, ai fenomeni di “land grabbing” incontrollato in diverse aree del mondo, assai diffuse laddove esse privano i contadini della loro terra e, quindi, della possibilità di contribuire al fabbisogno alimentare delle comunità e alla preservazione dei territori.


Iniziative come quella culminata con la recente adozione da parte del Comitato per la Sicurezza Alimentare dei Principii per gli Investimenti Agricoli Responsabili rappresentano, a mio avviso, un giusto segnale per una maggiore attenzione verso questa problematica.


Per garantire risultati tangibili in futuro, è tuttavia necessaria l’effettiva attuazione di tali principi che, nel riconoscere l’importanza degli investimenti in agricoltura, sanciscono la necessità di tenere conto degli interessi dei piccoli produttori attraverso politiche, leggi e regolamenti, di sostenerli negli investimenti responsabili, di garantir loro l’accesso al credito, agli strumenti di garanzia, ai servizi e alla tecnologia.


La seconda sfida è rappresentata dalle differenti caratteristiche dell’agricoltura famigliare a seconda delle aree geografiche, il che presuppone l’elaborazione di policies a livello nazionale e di programmi a livello internazionale che rispondano efficacemente alle diverse esigenze territoriali e che riflettano gli interessi economici, sociali e ambientali di tutti gli attori in gioco.


Terzo, l’invecchiamento progressivo della popolazione agricola, specialmente in Europa e in Italia, richiede un adeguato ricambio generazionale anche nelle imprese familiari, il che potrà essere garantito dall’istituzione di programmi di formazione dedicati, che valorizzino anche le donne in virtù della funzione fondamentale che esse svolgono nel settore agro-familiare e nutrizionale.


Quarto, occorre inoltre rendere più agevoli i meccanismi di accesso alle politiche di sostegno, alle risorse, ai crediti e ai mercati per gli agricoltori e i titolari di imprese agricole a conduzione familiare.


Quinto, al fine di ovviare ai limiti dimensionali e organizzativi tipici dell’agricoltura familiare è opportuno promuovere dei processi di aggregazione che, nel mantenere le caratteristiche di fondo di questo modello, consentano di raggiungere una massa critica e posizionarsi come attori importanti della filiera.


A tal proposito, volevo ricordare l’esperienza italiana di sviluppo agricolo, che ha dato particolare spazio al fenomeno dell’associazionismo dei piccoli produttori agricoli i quali, riunendosi in consorzi e cooperative, riescono oggi a rappresentare anche realtà di eccellenza.


A livello italiano ed europeo contiamo inoltre molto sulla programmazione dello sviluppo rurale 2014-2020, le cui misure dovranno agevolare l’accesso delle aziende agricole familiari alle filiere alimentari locali, favorire una migliore integrazione nei canali di distribuzione, facilitare l’adesione a sistemi di qualità, valorizzare i vari prodotti, da promuovere non solo sui mercati locali, ma anche su quelli globali, grazie alle nuove possibilità offerte dalle nuove tecnologie di comunicazione e dall’e-commerce.


Tutto ciò è stato debitamente ribadito negli scorsi due giorni a Torino, in occasione del Salone del Gusto e Terra Madre 2014, dove è stato dato ampio spazio al tema dell’agricoltura familiare, e a cui hanno partecipato esponenti delle istituzioni, rappresentanti della società civile e del mondo giovanile imprenditoriale italiano e europeo.


L’Italia, come paese nel quale l’agricoltura familiare costituisce un settore vitale per l’economia, ha intenzione di continuare a collaborare con tutti gli organismi internazionali, a partire dalla FAO e dalla altre organizzazioni del polo romano, al fine di sostenere tale settore.


In conclusione, mi sembra di aver indicato alcune piste per una possibile legacy dell’Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare. Tuttavia, confido nel fatto che l’anno prossimo avremo, tutti noi, l’occasione di concentrarci nuovamente su questo importante tema, e su quello più generale della sicurezza alimentare, grazie al grande evento di Expo Milano 2015.


Grazie dell’attenzione