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INTERVENTO DEL SOTTOSEGRETARIO DI STATO ALLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI ONOREVOLE GIUSEPPE CASTIGLIONE IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DELL’ALIMENTAZIONE ALLA FAO, 16 ottobre 2014(fa fede solo il testo effettivamente pronunciato)

Direttore Generale, Maestà, Presidente, Eccellenze, Signore e Signori

Sono particolarmente lieto di partecipare a questo importante evento che rappresenta un momento tradizionale di riflessione sullo stato del diritto all’alimentazione nel mondo.


 


Lo sono ancora di più in quanto la celebrazione di quest’anno è dedicata al tema dell’agricoltura familiare, un settore che ritengo sia non solo una grande realtà del presente, ma una risorsa per il futuro agricolo europeo e mondiale.


 


Permettetemi infatti di constatare che l’agricoltura, per il ruolo che assume storicamente all’interno della società europea ed italiana, si caratterizza largamente come un’attività “familiare”. Basti pensare che le aziende agricole a conduzione familiare rappresentano oltre il 95% delle aziende europee.


 


È una realtà che consente di garantire una produzione alimentare efficiente, crea occupazione, e favorisce la salvaguardia delle tradizioni agricole e la loro trasmissione di generazione in generazione: non solo prodotti quindi, ma anche tecniche di coltivazione e lavorazione, know how, difesa della qualità.


 


L’agricoltura familiare risulta oggi estremamente rilevante, in Italia e nel mondo, sotto diversi profili: innanzitutto, per garantire la tutela del territorio e la vitalità delle aree rurali; per impedire che l’urbanizzazione progressiva delle aree rurali renda in futuro ancora più difficile la sfida, già molto ardua, di affrontare le difficoltà che si manifesteranno in seguito all’aumento esponenziale della popolazione mondiale (e del conseguente fabbisogno alimentare) previsto nei prossimi anni (9 miliardi di persone entro il 2050); infine per la salvaguardia, come appena accennato, delle tradizioni agricole e alimentari locali.


 


Inoltre, i dati sull’agricoltura familiare nei paesi in via di sviluppo evidenziano che questo settore oggi può costituire uno strumento valido di contrasto alle gravi situazioni di povertà. Per questo motivo ritengo che occorra tutelare la famiglia nei paesi in via di sviluppo anche a fronte di fenomeni di “land grabbing” sempre più frequenti in diverse aree del mondo.


 


È nostro compito sostenere l’agricoltura familiare nel migliore dei modi; a tale proposito dobbiamo tener conto del fatto che l’agricoltura familiare non si sviluppa sul territorio in maniera omogenea, bensì presenta caratteristiche differenti a seconda delle aree geografiche.


 


Tenere conto di queste differenze significa innanzitutto elaborare policies che rispondano efficacemente alle diverse esigenze del territorio, e questo vale sia per quanto riguarda il capitale e le risorse a disposizione, che per le tecniche di lavorazione e la collocazione dei prodotti sul mercato.


 


È quindi opportuno che nell’agenda nazionale e internazionale vengano istituiti dei programmi articolati in grado di rispondere a queste diverse esigenze.


 


Un’altra sfida importante soprattutto in Italia e in Europa è rappresentata dal progressivo invecchiamento della popolazione agricola e quindi dalla necessità di assicurare un adeguato ricambio generazionale anche nelle imprese familiari.


 


La formazione in questo contesto costituisce un ruolo centrale, soprattutto al fine dell’integrazione tra innovazione e tradizione nel settore agricolo.


 


Inoltre, voglio ricordare l’importanza delle donne e del loro ruolo nel contesto dell’agricoltura familiare, e il loro apporto per la preparazione dei pasti e l’approvvigionamento delle materie prime.


 


È indispensabile oggi rendere più efficiente il meccanismo di accesso alle politiche di sostegno e alle risorse: penso in particolare alla terra, all’acqua, ma anche all’accesso al credito e ai mercati.


 


Permettetemi altresì di evidenziare che nell’ottica di un rafforzamento dello sviluppo agricolo locale, possono essere utili iniziative volte a ridurre il numero degli intermediari tra produttori e clienti finali che potrebbero contribuire anche a creare un clima di maggiore fiducia tra agricoltori e consumatori, e rafforzare allo stesso tempo l’identità locale e la promozione del territorio.


 


A livello italiano ed europeo contiamo molto sulla programmazione dello sviluppo rurale 2014-2020, le cui misure dovranno agevolare l’accesso delle aziende agricole familiari alle filiere alimentari locali, favorire una migliore integrazione nei canali di distribuzione, facilitare l’adesione a sistemi di qualità, valorizzare i vari prodotti, da promuovere non solo sui mercati locali, ma anche su quelli globali, grazie alle nuove possibilità offerte dalle nuove tecnologie di comunicazione e dall’e-commerce.


 


Credo che sul tema “agricoltura familiare” ci sia un ulteriore aspetto da prendere in considerazione: vale a dire la “funzione sociale” che esercita questo tipo di agricoltura. Non dobbiamo infatti commettere l’errore di pensare all’agricoltura solo in termini di produzione o distribuzione di cibo, ma occorre pensare anche a beni e servizi di tipo ambientale, culturale, sociale.


 


Penso in particolare alla tutela delle risorse naturali, alla lotta al cambiamento climatico, alla conservazione della bellezza del  paesaggio, ma anche all’inserimento socio-lavorativo di persone in difficoltà, per cui le realtà familiari sono particolarmente indicate.


 


Ritengo per questo che il tema dello sviluppo agricolo e dell’agricoltura familiare meriti particolare attenzione, proprio alla luce del “doppio beneficio” che può procurare all’interno della nostra società, sia in termini di beni “individuali” (reddito, lavoro etc.), sia per la salvaguardia del bene comune (ambiente, tutela del territorio etc.).


 


In tal senso l’Italia, nel ruolo di Presidenza Ue, e come paese nel quale l’agricoltura familiare costituisce un settore vitale per l’economia, ha intenzione di continuare a collaborare con tutti gli organismi internazionali al fine di sostenere tale settore. Mi preme ricordare a questo proposito il ruolo fondamentale delle organizzazioni internazionali del polo romano, tra cui la FAO, di cui oggi abbiamo l’occasione di festeggiare anche il “compleanno” (Fondazione: 16 ottobre 1945), e i grandi sforzi che queste compiono da sempre e  quotidianamente per risolvere i grandi problemi della fame nel mondo.


 


In conclusione, vorrei altresì ricordare che l’agricoltura familiare, contribuendo significativamente allo sradicamento della povertà e della fame nelle aree rurali, risulta di primaria importanza anche per il tema più ampio della sicurezza alimentare (food security), al quale dedicheremo il grande evento di Expo Milano 2015.


 


Questo evento, oltre a essere un luogo di sensibilizzazione pubblica nei confronti di questi temi, sarà una piattaforma di confronto globale che riunirà paesi, aziende, società civile, uniti insieme per discutere sul futuro della nutrizione e della sostenibilità dello sviluppo agricolo.